KNX IoT: come funziona la nuova estensione IPv6 del bus e quando ha senso valutarla

KNX IoT porta IPv6, Thread e cloud nel mondo KNX senza cambiare ETS. Come funziona, cosa offre rispetto al bus TP, quali sono i limiti attuali e quando conviene valutarlo.

KNX IoT: come funziona la nuova estensione IPv6 del bus e quando ha senso valutarla

Chi progetta o gestisce un impianto di domotica o building automation si trova spesso davanti allo stesso dilemma. Il bus cablato KNX è affidabile e duraturo, ma gli edifici sono sempre più connessi a reti IP, sensori wireless e servizi cloud. Su questo punto interviene KNX IoT, l'estensione dello standard che l'associazione KNX presenta come evoluzione del sistema.

Cos'è KNX IoT e come funziona

KNX IoT non sostituisce il bus a doppino (TP), la radio (RF) o KNXnet/IP: li affianca. Si basa su IPv6 e può viaggiare su reti Ethernet, Wi-Fi o su Thread, una rete mesh wireless a basso consumo. Secondo l'associazione, i dispositivi KNX IoT si comportano e si configurano come gli altri dispositivi KNX con il software ETS, quindi non serve un nuovo percorso di formazione per l'installatore.

Per far dialogare i dispositivi Thread con il resto della rete serve un border router IPv6. Funziona come il router che separa LAN e WAN in una casa o in un edificio. Dal punto di vista informatico, un impianto KNX IoT è quindi più vicino a una rete che a un bus tradizionale. Questo conta quando si progetta l'infrastruttura.

Per gli sviluppatori è disponibile uno stack open source, il KNX IoT Point API. La versione 1.0.0 dello stack ufficiale è stata rilasciata a marzo 2026, come indicato da uno dei produttori di chip che lo supportano.

Cosa cambia rispetto al KNX tradizionale

I vantaggi principali sono tre:

  • Wireless senza i limiti della radio KNX attuale. KNX RF non supporta IP né topologia mesh. Thread permette dispositivi a batteria su più nodi, utili dove non si può passare un cavo.
  • Integrazione con l'IT e con i servizi digitali. Poggiando su IPv6, KNX IoT è pensato per connessioni sicure al cloud e per dialogare con le piattaforme di gestione.
  • Sicurezza prevista fin dal progetto. L'associazione KNX segnala che oggi tutte le modalità di comunicazione, IoT compreso, offrono autenticazione, integrità e riservatezza a livello di protocollo. Questo è rilevante in vista del Cyber Resilience Act.

Sul fronte degli strumenti, ETS 6.4 è stato rilasciato il 25 febbraio 2026. Include il backup automatico del progetto e un metodo standard per gli aggiornamenti firmware dei dispositivi, ma non tutti i dispositivi lo supportano ancora.

I limiti da conoscere

KNX IoT è giovane. Lo schema di certificazione è stato lanciato nel novembre 2024, insieme ai primi dispositivi certificati. Gli esempi pubblicati dall'associazione riguardano soprattutto sensori, come sensori ambiente e per ventilazione. Il primo prodotto certificato citato è un sensore di qualità dell'aria a batteria.

Il catalogo, quindi, non è paragonabile a quello del KNX TP, dove attuatori, pulsanti e gateway sono disponibili in tantissime varianti. Prima di inserire componenti IoT in un progetto conviene controllare nel database dei prodotti certificati che il dispositivo esista, sia certificato e sia compatibile con gli altri componenti.

Nel frattempo i produttori rafforzano anche il KNX "classico". Un esempio è la gamma KNX Secure di Gewiss, presentata a luglio 2026, con router, accoppiatori di linea e interfacce per proteggere le dorsali IP. Da una rassegna di soluzioni pubblicata dal Giornale dell'Installatore Elettrico a ottobre 2026 risulta poi la presenza di server KNX con Matter Bridge. L'integrazione con altri ecosistemi passa dunque già oggi anche da gateway, e non solo da KNX IoT.

Quando conviene valutarlo

KNX IoT ha senso soprattutto in tre casi:

  • Ampliamenti in edifici esistenti dove stendere nuovi cavi bus è complesso o costoso, per esempio per sensori di qualità dell'aria o di temperatura.
  • Progetti con forte componente IT, dove la rete IP è già gestita e segmentata e si vuole portare i dati dell'impianto verso piattaforme di analisi.
  • Nuovi edifici che vogliono restare aperti agli sviluppi futuri, mantenendo comunque una dorsale cablata per le funzioni critiche.

Per un impianto residenziale o aziendale standard, che richiede luci, tapparelle, clima e scenari, il bus TP con KNX Secure resta una scelta solida e ben documentata. KNX IoT può essere introdotto dopo, con funzioni mirate.

Cosa significa per te

Se stai progettando un nuovo impianto o ampliando uno esistente, non serve scegliere tra "vecchio" e "nuovo" KNX: i due mondi possono convivere. Servono tre verifiche: quali funzioni richiedono davvero il wireless, quali prodotti certificati sono disponibili e come si integra la rete IP con la sicurezza informatica dell'edificio.

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