Fibra in Italia: FTTH al 36% delle linee, cosa cambia per i condomìni

L'Osservatorio AGCOM sul primo trimestre 2026 porta la FTTH al 36,1% delle linee. Per i condomìni il nodo resta la rete interna all'edificio: ecco cosa verificare.

Fibra in Italia: FTTH al 36% delle linee, cosa cambia per i condomìni

A fine luglio AGCOM ha pubblicato l'Osservatorio sulle comunicazioni aggiornato al primo trimestre 2026. Il dato di fondo è chiaro: la fibra fino a casa (FTTH) continua a crescere e il rame continua a ridursi. Per chi amministra o abita un condominio, però, la domanda pratica è un'altra: la rete interna dell'edificio è pronta a ricevere questa fibra?

I numeri dell'Osservatorio AGCOM

Secondo le sintesi pubblicate dalla stampa di settore, a marzo 2026 gli accessi complessivi alla rete fissa sono circa 20,45 milioni, in lieve crescita rispetto all'anno precedente. Le linee FTTH aumentano di circa 1,22 milioni su base annua e di oltre 4 milioni dal 2022.

Sempre dalle stesse sintesi risulta che la FTTH pesa ormai per il 36,1% del totale. L'accesso radio fisso (FWA) è al 13,3% e il rame al 10,2%. Le linee commercializzate sopra 1 Gbit/s sono passate dal 13,7% al 37,6%.

Per confronto, nell'Osservatorio precedente AGCOM indicava la FTTH al 34,1% degli accessi a dicembre 2025. Il trend è dunque continuo. Va ricordato che si tratta di linee commercializzate, cioè attivate dai clienti. Non coincidono con gli edifici effettivamente cablati al loro interno.

Perché il condominio resta il punto critico

La fibra può arrivare fino al portone e fermarsi lì. Le guide di settore parlano di un tasso di attivazione ancora inferiore al potenziale in molte aree urbane, e spesso il freno è la gestione condominiale più che la tecnologia.

Sul piano delle regole, le Linee Guida AGCOM (delibera 293/21/CONS) hanno semplificato i rapporti tra operatori e condomìni. Tra i punti chiave:

  • per avviare la cablatura non serve convocare un'assemblea;
  • l'operatore può accedere alle parti comuni e realizzare l'impianto a proprie spese;
  • va evitata la duplicazione inutile della fibra, riutilizzando l'infrastruttura già presente quando è idonea.

Se l'impianto interno esiste ed è a norma, quindi, gli operatori dovrebbero poterlo usare. Se manca, l'intervento ricade comunque sulle colonne montanti e sui cavidotti comuni.

L'edificio predisposto alla banda ultralarga

Per i nuovi edifici e le ristrutturazioni importanti vale l'articolo 135-bis del Testo Unico Edilizia (DPR 380/2001). Prevede un'infrastruttura multiservizio passiva interna, in fibra ottica, con un punto di accesso accessibile agli operatori.

Per le pratiche edilizie presentate dopo il 1° gennaio 2022, l'attestazione di "edificio predisposto alla banda ultralarga" rilasciata da un tecnico abilitato è allegata alla segnalazione certificata di agibilità. Un decreto MIMIT del 17 luglio 2025, in vigore dal 2 ottobre 2025, ha modificato il DM 37/2008 su questo punto. Il riferimento tecnico per la progettazione è la Guida CEI 306-2.

Negli edifici esistenti l'etichetta non è automatica, ma il suo schema è una buona traccia per capire cosa manca: spazi installativi, percorsi dei cavi, punto di accesso e collegamenti fino alle unità.

Cosa significa per te

La crescita della FTTH non garantisce che ogni palazzina sia pronta. Prima di una richiesta di cablatura, o di un'offerta di un operatore, conviene sapere in che stato è l'impianto interno.

  • Amministratori: una mappatura di colonne, cavidotti, locali tecnici e punto di accesso aiuta a rispondere agli operatori con dati e a evitare ritardi.
  • Condòmini: chiedere se l'edificio ha già una fibra interna riutilizzabile può evitare lavori duplicati.
  • Nuove costruzioni e ristrutturazioni: l'attestazione richiede progetto e collaudo da parte di un tecnico abilitato fin dall'inizio.

Requisiti, tempi e responsabilità vanno verificati caso per caso, in base alla data della pratica edilizia e alla situazione dell'impianto. I dati AGCOM riportati qui sono quelli del primo trimestre 2026 e verranno aggiornati dalle prossime edizioni dell'Osservatorio.

Se gestisci un condominio, o stai progettando un intervento, IT Media System può svolgere un sopralluogo tecnico sull'infrastruttura multiservizio e valutare con te le soluzioni più adatte.

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