
Chi ha un impianto fotovoltaico ancora incentivato con il Conto Energia ha una novità da conoscere. Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato il decreto che regola l'uscita volontaria anticipata dagli incentivi. Il provvedimento è il DM 10 agosto 2026, n. 262. Attua una misura prevista dal cosiddetto Decreto Bollette (DL 21/2026, convertito nella Legge 49/2026).
È una possibilità, non un obbligo. Riguarda solo una parte del parco installato e comporta impegni tecnici ed economici importanti.
A quali impianti si rivolge
La misura riguarda gli impianti con potenza nominale incentivata superiore a 20 kW, ammessi ai primi quattro Conti Energia e con tariffe o premi fissi indipendenti dai prezzi di mercato.
I punti di partenza sono questi:
- l'uscita è possibile dal 1° gennaio 2028;
- il contingente complessivo è di 10 GW, un tetto di accesso e non una stima di chi aderirà;
- l'adesione è volontaria;
- il tipico impianto domestico sul tetto non subisce alcun cambiamento automatico.
Per aziende agricole, capannoni industriali e strutture commerciali con impianti di prima generazione, il tema può essere concreto.
Cosa si ottiene e cosa si deve fare
In cambio della rinuncia anticipata agli incentivi, il GSE riconosce un corrispettivo economico. Secondo le sintesi della stampa di settore, per una parte degli impianti il corrispettivo è pari al 90% del valore attualizzato degli incentivi residui, dal 2028 fino alla scadenza della convenzione. Verrebbe erogato in rate costanti per dieci anni, rivalutate con un tasso non superiore al 6%. Per altre categorie di impianti è prevista una procedura di gara. Le condizioni esatte vanno verificate sul testo del decreto e sulle regole operative del GSE.
La rinuncia da sola non basta. Serve un rifacimento integrale dell'impianto:
- i lavori possono partire dal 1° gennaio 2028;
- l'impianto rinnovato deve entrare in esercizio entro il 31 dicembre 2030;
- è richiesto un aumento di producibilità rispetto al valore atteso nel periodo di incentivazione residua. Per gli impianti con moduli non a terra, o a terra in area agricola, la soglia è almeno il 30%. Per gli altri casi la soglia è più alta, almeno il doppio.
Il vincolo sui moduli
Il decreto pone un limite anche sui componenti. Il rifacimento deve usare solo moduli iscritti al registro previsto dall'articolo 12 del DL 181/2023, conformi ai requisiti tecnici e territoriali richiamati dalla norma. La stampa di settore lo sintetizza come obbligo di moduli europei.
In fase di progetto conviene quindi verificare la disponibilità e i tempi di fornitura dei moduli ammessi. Il rifacimento non coincide con una semplice sostituzione dei pannelli.
Cosa valutare prima di decidere
L'uscita dal Conto Energia va confrontata con la prosecuzione dell'incentivo fino a scadenza. Alcuni elementi da analizzare:
- gli anni di convenzione residui e il valore degli incentivi ancora spettanti;
- lo stato dell'impianto: degrado dei moduli, inverter, strutture, quadri e protezioni;
- i profili di consumo dell'azienda e la possibilità di aumentare l'autoconsumo;
- l'eventuale abbinamento di un sistema di accumulo, che dopo il rifacimento potrebbe valorizzare meglio l'energia prodotta;
- l'adeguamento alle regole di connessione in vigore al momento dell'intervento, da concordare con il gestore di rete;
- il flusso di cassa: il corrispettivo è diluito nel tempo, mentre l'investimento è sostenuto subito.
I tempi sono lunghi, ma la progettazione può iniziare molto prima del 2028. Una diagnosi tecnica oggi aiuta a capire se il rifacimento sia fattibile e sostenibile.
Cosa significa per te
Se hai un impianto sopra i 20 kW ancora in Conto Energia, non c'è nulla da fare in fretta. Conviene però raccogliere ora i dati utili: convenzione con il GSE, potenza incentivata, produzione storica e condizioni dell'impianto. Le regole operative e i dettagli applicativi possono ancora essere precisati, e requisiti e scadenze vanno verificati caso per caso.
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Fonti e riferimenti
- Edilportale – Fotovoltaico, dal 2028 sarà consentita l'uscita volontaria dal Conto Energia
- Ingenio – Conto Energia: uscita anticipata, rifacimento e regole GSE
- Greenme – Decreto bollette, fotovoltaico fuori dal Conto Energia, previsti incentivi ad hoc per chi aderisce all'uscita anticipata
- pv magazine Italia – Conto energia, le regole per l'uscita anticipata: repowering obbligatorio con moduli europei
- Biblus (ACCA) – Fuoriuscita dal Conto Energia: dal 2028 si può uscire dagli incentivi
Le informazioni su incentivi, normative e scadenze sono aggiornate alla data di pubblicazione: requisiti e condizioni vanno sempre verificati sul caso specifico.